
Sabato 8 novembre 2025, alle ore 21 al Teatro Miela di Trieste, arriva Massimo Zamboni con uno spettacolo che è insieme concerto, lettura, omaggio e riflessione: “P.P.P. – Profezia è Predire il Presente”.
A cinquant’anni dalla morte di Pier Paolo Pasolini, Zamboni sceglie di attraversare la sua figura con uno sguardo personale e profondo, portando in scena un racconto musicale che intreccia parole, suoni e memoria.
Non si tratta di una semplice esecuzione dal vivo, ma di un vero e proprio viaggio nella lingua e nel pensiero pasoliniano, accompagnato da Erik Montanari alle chitarre e Cristiano Roversi alle tastiere. Le canzoni dell’omonimo album, uscito a gennaio, si alternano a letture e testi originali, in un flusso che mescola canti popolari friulani, omaggi a Giovanna Marini e brani inediti come La rabbia e l’hashish, Cantico cristiano e Tu muori.
Zamboni non cerca di spiegare Pasolini, ma lo evoca, lo interroga, lo ascolta. Ne emerge un ritratto potente, commosso, lucido. Un modo per parlare del presente attraverso le parole di chi ha saputo vedere il futuro. Un’occasione per lasciarsi toccare da una voce che, ancora oggi, continua a risuonare.
L’ALBUM
Il disco si apre con E jo çanti, villotta friulana recitata da Carlotta Del Bianco e tratta dal Canzoniere Italiano curato da Pasolini: un omaggio a una cultura popolare in via d’estinzione.
Segue l’inedito La rabbia e l’hashish, tra recitato e melodia, che esprime lo sgomento per l’annebbiamento collettivo e il declino dell’Italia.
Canto degli sciagurati dà voce al “popolo cane” pasoliniano: feroce, arcaico, mai domato.
Ora ancora riflette su un comizio del 1954 e sull’eterna domanda: restare o fuggire? La risposta è un radicamento doloroso in un Paese difficile da amare.
Grandola vila morena di José Afonso celebra la rivoluzione portoghese del 1974, quando per un attimo sembrò che l’Europa potesse davvero cambiare. Ma fu un’illusione.
Vorremmo esserci esprime il desiderio di partecipare, di contare, tra letture dai Scritti corsari, strade marginali e guai condivisi.
Sorella Sconfitta è il brano più vicino alla poetica pasoliniana: una riflessione sul valore della sconfitta, da cui ripartire per un umanesimo che resista alla deriva tecnica e disumana del presente.
Fermamente collettivamente recupera la parola “compagni”, evocando una comunità disgregata, dove tutto ciò che era nostro sembra svanito.
In Cantico cristiano, inedito dedicato a Pasolini, delicate chitarre accompagnano riferimenti al Vangelo secondo Matteo.
Seguono due brani di Giovanna Marini: Lamento per la morte di Pasolini e Beati noi, un dolore collettivo che cresce fino a Tu muori, ultimo inedito, che scandisce con freddezza il momento immediatamente successivo alla morte.
La reprise del Lamento ribadisce l’assenza irreversibile: Pasolini non può più parlare.
Chiude Persona non grata, con l’ultima profezia pasoliniana: “Siamo tutti in pericolo”. Una voce che ancora oggi grida nel silenzio.
Ingresso € 18,00
Prevendita c/o biglietteria del teatro (tel. 040 3477672) tutti i giorni dalle 17.00 alle 19.00. www.vivaticket.com
Info: www.miela.it/spettacoli










