
È iniziato ieri, 9 ottobre 2025, a Sepino (CB) il Festival dei Patrimoni Dispersi che fino al 12 ottobre trasformerà Palazzo Tiberio in un laboratorio di narrazione, ricerca e partecipazione. Il Festival nasce per dare voce a fondi archivistici, memorie orali e patrimoni culturali “atipici” delle piccole comunità, con l’obiettivo di restituire valore a ciò che rischia di essere dimenticato e di promuovere nuove forme di crescita territoriale.
La manifestazione si inserisce nel progetto “Racconti Radicati – Patrimoni dispersi e voci dai territori”, promosso da JustMO’ in collaborazione con il Comune di Sepino e il Parco Archeologico di Sepino, con la consulenza scientifica dell’antropologo Antonio Fanelli (Sapienza Università di Roma) e il sostegno del PNRR attraverso il programma CHANGES – Cultural Heritage Active Innovation for Sustainable Society.
Nel pomeriggio, alle ore 15, il Festival ha ospitato il workshop “La cultura come motore di sviluppo sostenibile”, un momento di confronto sul ruolo del patrimonio culturale nella rigenerazione sociale ed economica delle aree interne.
Tra i relatori, Giovanna Barni, Presidente nazionale di CulTurMedia Legacoop, ha portato il punto di vista delle cooperative culturali, sottolineando come la cultura possa essere leva di innovazione, inclusione e coesione.

Nel contesto della valorizzazione del patrimonio immateriale del Molise, Giovanna Barni ha sottolineato come la cultura sia un vettore e propulsore di sviluppo sostenibile del territorio, riprendendo le parole di Nella Rescigno. Ha posto l’accento sulla costruzione partecipata del patrimonio, affermando che esso non deve essere solo “per tutti”, ma anche “con tutti”, in riferimento al ruolo attivo delle comunità locali.
Barni ha evidenziato come le parole abbiano bisogno dei protagonisti, ovvero delle persone che vivono e animano il territorio. In questo senso, ha proposto il modello cooperativo come forma accessibile, intergenerazionale e radicata, capace di rispondere alle necessità del territorio molisano.
Ha inoltre suggerito che l’unione tra cooperazione e collaborazione con la pubblica amministrazione possa rendere il patrimonio accessibile, curato e partecipato, trasformandolo in una risorsa realmente disponibile per la collettività.
Il dibattito, moderato da Felicita Pistilli (TG1), ha visto la partecipazione di esperti e rappresentanti istituzionali, tra cui Dora Catalano, Nicola Flora, Franco Milella, Enrico Rinaldi e Luigi Scaroina, che hanno condiviso esperienze e visioni su come la valorizzazione del patrimonio – materiale e immateriale – possa generare impatto positivo e duraturo per le comunità locali.
Il Festival prosegue con un ricco programma di seminari, proiezioni, visite e spettacoli, offrendo un’occasione unica per riflettere sul valore della memoria e sulle potenzialità della cultura come strumento di sviluppo.










