
Si è svolto mercoledì 3 marzo 2026, presso la Libreria del Palazzo delle Esposizioni di Roma, l’incontro promosso dalla Confederazione AEPI dedicato al ruolo strategico del Partenariato Pubblico-Privato (PPP) nella gestione, cura e valorizzazione del patrimonio culturale italiano. L’iniziativa ha riunito istituzioni, imprese culturali, professionisti e rappresentanti del mondo accademico per un confronto operativo sui modelli più innovativi e sostenibili di collaborazione tra pubblico e privato, con l’obiettivo di rafforzare la capacità del settore culturale di generare valore, occupazione e impatto territoriale.
A introdurre e moderare l’incontro è stato Massimo Arcangeli, Responsabile del Dipartimento Cultura di AEPI, che ha sottolineato come il PPP rappresenti oggi un modello sempre più rilevante per la gestione efficiente dei beni culturali e per l’attivazione di nuovi investimenti nel settore.
Nel corso dell’evento si sono confrontate figure di primo piano del panorama culturale italiano. Tra queste: Mattia Agnetti, General Manager dei Musei Civici di Venezia; Marco Delogu, Presidente dell’Azienda Speciale Palaexpo di Roma; Filippo Giordano, Professore ordinario di Economia Aziendale – Università LUMSA; Fabio Pagano, Direttore del Parco Archeologico dei Campi Flegrei; Massimo Romeo Piparo, Direttore Artistico del Teatro Sistina; Elisabetta Scungio, Direttore regionale Musei Lazio – MiC; Manuela Veronelli, Presidente Fondazione Città delle Arti – Centro Studi AEPI.

Nel suo intervento, Giovanna Barni, Presidente di CulTurMedia Legacoop, ha messo in evidenza il valore strategico del Partenariato Speciale Pubblico-Privato (PSPP) come “dispositivo capace non solo di valorizzare i beni culturali, ma anche di generare comunità viva, partecipazione e coesione territoriale intorno ad essi”. Barni ha sottolineato come questo modello sia “particolarmente efficace nelle aree interne, dove la presenza capillare del patrimonio culturale e la fragilità demografica richiedono strumenti capaci di contrastare lo spopolamento, creando nuove opportunità di attivazione sociale ed economica attorno ai luoghi della cultura”.
Ha inoltre ricordato che il PSPP – insieme ad altri strumenti improntati alla partecipazione strutturata – è al centro di una ricerca e di una pubblicazione imminente, dedicata proprio ai modelli più innovativi per la valorizzazione dei beni culturali diffusi, che rappresentano oltre il 70% del patrimonio nazionale.
In chiusura, Barni ha ribadito una richiesta fondamentale: la necessità che questi dispositivi vengano riconosciuti e inseriti in un sistema stabile e definito, superando l’attuale frammentazione normativa e una burocrazia spesso complessa e poco funzionale, che finisce per penalizzare soprattutto i soggetti privati e cooperativi pronti a investire nella cura e nella rigenerazione culturale dei territori.
A chiudere i lavori sono intervenuti: on. Matteo Orfini, Commissione Cultura della Camera; sen. Andrea Paganella, Commissione Cultura del Senato; Renato Loiero, Consigliere per le Politiche di Bilancio del Presidente del Consiglio; Mino Dinoi, Presidente della Confederazione AEPI.
Le conclusioni hanno messo in luce la necessità di rafforzare gli strumenti di partenariato e di sostenere, anche a livello legislativo, una visione integrata tra pubblico e privato capace di rispondere alle sfide attuali della gestione culturale nazionale.










