Nel cuore del centro storico di Lentini, in Piazza Duomo, un bene demaniale rimasto chiuso e sottratto alla fruizione pubblica per oltre sessant’anni si prepara a tornare alla città attraverso un articolato progetto di recupero, rifunzionalizzazione e valorizzazione promosso dalla cooperativa Badia Lost & Found.

L’ex Casa del Fascio, luogo stratificato di memoria urbana, che affonda le proprie radici nella soppressione del convento di San Domenico nel 1866, nel crollo della chiesa nel 1904 e nelle successive trasformazioni novecentesche, si configura oggi come un caso emblematico di rigenerazione culturale contemporanea.
Il percorso intrapreso da Badia Lost & Found si inserisce all’interno di una concessione demaniale di lungo periodo, pari a cinquant’anni, attualmente in fase di finalizzazione operativa, e rappresenta un modello avanzato di partenariato tra istituzioni, mondo accademico e imprese.
L’obiettivo è restituire alla collettività un immobile simbolico attraverso una visione integrata che coniuga tutela, innovazione e sviluppo territoriale, trasformandolo in un hub culturale giovanile, capace di dialogare con i linguaggi del presente e con le dinamiche della produzione creativa contemporanea.
La giornata del 10 aprile 2026 ha segnato un passaggio cruciale di questo processo, con un momento pubblico di confronto e condivisione che ha visto la partecipazione dei rappresentanti dell’Agenzia del Demanio, della Soprintendenza ai Beni Culturali e delle istituzioni locali, insieme a studiosi ed esperti di rilievo nazionale.
Determinante il contributo del mondo accademico, con le riflessioni del prof. Claudio Gambino (Università Kore di Enna) e delle docenti Sonia Caterina Giaccone ed Emanuela Presciani, che hanno orientato il progetto verso modelli evoluti di valorizzazione, marketing territoriale e costruzione di sistemi culturali competitivi.
Il progetto “Caserma Creativa / Fàscino” si distingue per la sua capacità di attivare processi di rigenerazione urbana fondati sulla partecipazione, sull’accessibilità e sull’ibridazione tra funzioni culturali, formative e produttive.
L’intervento mira a generare un ecosistema aperto, inclusivo e sostenibile, in grado di accogliere pratiche artistiche, attività educative, imprese creative e iniziative di innovazione sociale, contribuendo al rafforzamento dell’identità culturale locale e alla riattivazione economica del centro storico.
La conferenza del 10 aprile si è configurata inoltre come una vera e propria giornata di consapevolezza collettiva, pensata per coinvolgere il tessuto imprenditoriale e la cittadinanza in un processo condiviso di riappropriazione dello spazio pubblico.
In questa prospettiva si inserisce anche la partnership con Video Mediterraneo, che accompagnerà il percorso con una copertura mediatica strategica, proiettata fino alla valorizzazione dell’evento di Sant’Alfio 2026 come occasione di racconto e promozione territoriale su scala più ampia.
Attraverso questa operazione, Badia Lost & Found consolida il proprio ruolo come soggetto attivo nella gestione innovativa dei beni pubblici, capace di tradurre il patrimonio storico in infrastruttura culturale contemporanea e di attivare reti virtuose tra pubblico e privato.
L’ex Casa del Fascio si avvia così a diventare non solo un luogo restituito, ma un dispositivo culturale dinamico, capace di generare valore nel tempo e di reinterpretare in chiave attuale una storia complessa, trasformandola in risorsa condivisa per le nuove generazioni.










