
Il pomeriggio di domenica 29 marzo 2026 ai Cantieri Teatrali Koreja si apre alle 16:30 con l’incontro “L’altra metà del lavoro – Il ruolo delle donne tra professione, informazione e rappresentanza”, un momento di confronto dedicato alla presenza femminile nei luoghi della produzione culturale e informativa. La discussione approfondisce come lo sguardo delle donne abbia arricchito il racconto della realtà e, allo stesso tempo, quali sfide permangano rispetto al riconoscimento professionale, alla stabilità lavorativa e alla possibilità di accedere ai ruoli decisionali.
La tavola rotonda offrirà uno spazio di riflessione sulle esperienze che hanno segnato la trasformazione del lavoro femminile negli ultimi decenni, mettendo a fuoco il valore sociale dell’attività svolta dalle donne e il ruolo dei processi di rappresentanza e tutela sindacale.
La giornata prosegue alle 18:30 con lo spettacolo “Lo sciopero delle bambine – L’eroicomica impresa del 1902”, per la regia di Enrico Messina, con testi e drammaturgia di Domenico Ferrari, Rita Pelusio ed Enrico Messina, e interpretato da Rita Pelusio e Rossana Mola.

Lo spettacolo porta in scena una storia poco conosciuta ma di enorme potenza: nel giugno del 1902 un corteo di giovanissime apprendiste sartine attraversò il centro di Milano. Venivano chiamate “piscinine”, le “piccoline”, e avevano tra i sei e i quattordici anni. Lavoravano in condizioni durissime, malpagate e vulnerabili agli abusi. Eppure furono loro, minuscole e tenaci, a guidare il primo sciopero minorile della storia d’Europa.
Per cinque giorni la loro protesta – colorata, grottesca e insieme drammaticamente reale – riuscì a fermare la nascente industria della moda milanese. Partite tra lo scherno generale, conquistarono via via curiosità, simpatia e infine il sostegno di importanti figure del femminismo italiano come Anna Kuliscioff ed Ersilia Majno, oltre all’appoggio dell’Unione Femminile e della Lega dei Lavoratori.
Le “piscinine” sfidarono i giganti del loro tempo e ottennero una vittoria inaspettata, che segnò una tappa fondamentale nella lotta per i diritti del lavoro. Una storia dimenticata, fragile e potentissima, che lo spettacolo restituisce come una favola insieme ironica e poetica, in cui rivive la voce di bambine a cui era stato negato perfino il diritto di essere tali.
Raccontare oggi questa vicenda significa riflettere sulle disuguaglianze del presente e ricordare che nessun diritto si conquista senza il coraggio di esporsi, senza la volontà di immaginare un futuro diverso. È un invito a riconsiderare la memoria di quelle piccole lavoratrici, a restituire loro la dignità sottratta e a riconoscere il valore della solidarietà che permise il loro riscatto umano e sociale.
Info: www.teatrokoreja.it










