Presentato il volume “Cartografie del possibile” a cura di Giovanna Barni

Lo scorso 7 maggio, a Roma presso il CNEL, si è svolto l’incontro dedicato alla valorizzazione delle aree interne, con un confronto sui nuovi modelli di sviluppo territoriale fondati su cultura, cooperazione e governance partecipata. Al centro dell’iniziativa la presentazione del volume Cartografie del possibile. Cultura, governance partecipata e cooperazione per nuove istituzioni civiche, curato da Giovanna Barni.

Nel suo intervento, Barni ha sottolineato come il volume nasca dall’esigenza di offrire strumenti concreti di lettura e azione per i territori: «La cooperazione culturale non è un’esperienza marginale o residuale, ma una vera infrastruttura civile capace di generare sviluppo, coesione e nuove istituzioni nei contesti più fragili del Paese».
All’incontro ha partecipato anche il Presidente di Legacoop Simone Gamberini, che ha richiamato il ruolo strategico della cooperazione come soggetto attivo delle politiche territoriali: «Le cooperative sono già oggi protagoniste nei territori, in particolare nelle aree interne. Cultura, comunità e impresa cooperativa possono e devono essere parte integrata delle politiche di rigenerazione e contrasto allo spopolamento».
Sulla stessa linea Massimo Giuntoli, Consigliere CNEL e coordinatore del Gruppo di lavoro su rigenerazione e ripopolamento delle aree territoriali marginali, che ha richiamato la necessità di rafforzare il dialogo tra istituzioni e corpi intermedi: «La cooperazione e la cultura rappresentano un ponte fondamentale tra politiche pubbliche e bisogni reali dei territori, soprattutto laddove le fragilità si intrecciano con nuove opportunità di sviluppo».
Nel corso del confronto, Claudio Risso, Vicepresidente del CNEL, ha evidenziato come il tema della rigenerazione delle aree marginali richieda politiche integrate e di lungo periodo, capaci di mettere in relazione dimensione economica, sociale e culturale: «Le aree interne non possono essere affrontate con interventi settoriali: servono visioni condivise e strumenti che riconoscano il valore delle comunità e delle pratiche territoriali».
L’iniziativa ha visto il coinvolgimento di rappresentanti delle istituzioni, del mondo cooperativo e della ricerca, confermando il valore della cultura come leva trasversale per politiche pubbliche più inclusive e orientate al lungo periodo.
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