Parte da Doc Servizi, la più grande cooperativa di spettacolo, l’invito a tutti gli attori del settore a riunirsi intorno a un tavolo e scrivere insieme un protocollo di sicurezza contro violenza e molestie

È stato lanciato a Sanremo, nell’ambito di Superluna, format ideato e prodotto da Woodworm con eventi per operatori del settore durante la settimana del Festival, l’invito a scrivere un protocollo di sicurezza condiviso per contrastare la violenza di genere nei luoghi di lavoro del settore musicale. Lanciata da Doc Servizi, cooperativa composta da oltre 6.000 soci e socie che lavorano nel mondo dello spettacolo e degli eventi dal vivo in tutta Italia, la proposta rivolta a tutti gli operatori del settore è quella di riunirsi attorno a un tavolo per definire insieme le regole di condotta per contrastare il fenomeno delle violenze e delle molestie nel settore musicale e dello spettacolo. Le realtà, associazioni di categoria e singoli operatori e operatrici che volessero aderire possono scrivere all’indirizzo: [email protected]
Durante il talk, moderato da Aldo Macchi, hanno discusso del tema Francesca Martinelli (Direttrice di Fondazione Centro Studi Doc), Daniela Furlani (Presidente di Doc Creativity con delega alla parità di genere in Doc Servizi e Rete Doc, Presidente della Commissione pari opportunità di Legacoop Veneto), Fabio Fila (Responsabile Doc Crew e RSPP di Rete Doc) e i Daiana Lou.
“Il tema della violenza di genere nei luoghi di lavoro nel settore musicale è strettamente legato al tema della sicurezza sul lavoro. Oggi abbiamo un riferimento internazionale che viene dalla Convenzione OIL n. 190, adottata dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro nel 2019 ed entrata simbolicamente in vigore il 25 novembre 2022 – ha esordito Francesca Martinelli – La Convenzione, che per la prima volta definisce cosa siano “violenza e molestie” nel mondo del lavoro, si applica a tutti i lavoratori e le lavoratrici, a prescindere dal tipo di contratto, a tutti i datori di lavoro, in tutti i settori, pubblici o privati, formali o informali, e in tutti i momenti legati all’attività lavorativa, dal tragitto casa-lavoro fino agli eventi after-hour. Quello musicale, spesso caratterizzato da precarietà, gerarchie fluide, asimmetrie di potere e passione che a volte offusca i confini, è un settore fortemente maschile. Secondo i dati INPS 2024 si tratta del 68% di uomini nell’ambito musicale (canto, direzione di orchestra, orchestrali) e dell’84% di uomini nel settore tecnico. L’insieme di questi dati descrive già i legami di potere che possono esprimersi in questo settore. Le cooperative hanno gli strumenti per rispondere al rischio che la violenza di genere prolifichi in questo settore: protocolli di sicurezza, formazione specifica, sensibilizzazione”.
“A oggi, insieme ad altre quattro delle dieci società della Rete Doc abbiamo ottenuto la certificazione per la parità di genere – interviene Daniela Furlani – Questo traguardo non è un punto d’arrivo ma un punto di partenza. Ci stiamo impegnando attivamente per creare un ambiente di lavoro sicuro e rispettoso, individuando e prevenendo ogni forma di abuso, fisico, verbale o morale, come previsto dalle normative sulla sicurezza sul lavoro. È stato messo a disposizione un canale di segnalazione anonima, il Sistema Whistleblowing, per permettere a chiunque di esprimersi senza timore, con l’attenzione di nominare un o una referente dedicato/a, che segua ogni situazione con responsabilità e sensibilità. Tutte le dipendenti e i dipendenti amministrativi stanno seguendo un corso sul linguaggio inclusivo che contempla ovviamente anche il tema della violenza di genere. Stiamo preparando un corso in pillole per tutta la nostra base sociale con cui abbiamo già attivato survey dedicate al tema della violenza e abusi. Non basta, ma è sicuramente un primo passo”.
Nel quadro del suo intervento, Daniela Furlani ha lanciato la proposta a tutti gli attori del settore di scrivere un protocollo di sicurezza condiviso. L’obiettivo è “trovarci qui tra un anno a presentarla, perché da soli possiamo fare delle cose, ma è sempre troppo poco, insieme possiamo avere un impatto sul mondo dello spettacolo”.
Fabio Fila ha rilanciato l’importanza del protocollo connettendolo ad alcuni esempi positivi che derivano proprio dalla scelta consapevole di compiere azioni di empowerment femminile e di contrasto alla violenza sui luoghi di lavoro. “È vero che i numeri INPS parlano di un settore prevalentemente maschile ma, nel settore dello spettacolo, esistono alcuni esempi positivi. Un primo è RigIT, un progetto nato per offrire una gestione efficace e coordinata di commesse per servizi di rigging, che è un settore ad altissima concentrazione maschile dello spettacolo. Anche grazie ai percorsi di formazione che abbiamo attivato, oggi conta le prime rigger donne. Un altro esempio sono stati i corsi di formazione gratuiti di Scena Unita, che hanno fatto riscontrare un numero talmente alto di richieste da parte di personale femminile da poter – in teoria – essere composti unicamente da donne. Infine, richiamo il caso di Città Invisibile, una cooperativa che ha preso le parti di una collega addetta al montaggio dei palchi che aveva subito una molestia. Questa denuncia ha dato origine a una campagna di sensibilizzazione dal titolo “Tecnica: sostantivo femminile” che, in risposta, ha ricevuto svariate richieste di donne che desideravano lavorare con la cooperativa. L’insieme di questi esempi ci manifesta che ogni scelta consapevole può avere un impatto positivo, il settore ha bisogno di azioni simili e un protocollo condiviso può essere non solo una risposta praticabile, gli esempi ci sono già, ma necessaria”.
Ha concluso il talk l’intervento degli artisti Daiana Lou che hanno raccontato come nella loro esperienza all’estero, in particolare a Berlino, non abbiano mai percepito differenze di genere, né nel settore tecnico né in quello artistico. Al punto che, quando lavorano in Italia, la forza delle differenze di genere presenti nel settore dello spettacolo e la percezione del rischio in determinati contesti emergono con forza.
Info: www.docservizi.it










