Culturmedia a Bruxelles con Legacoop: al centro il futuro bilancio UE tra competitività e coesione

Si è svolto il 10 giugno 2026 a Bruxelles l’incontro promosso da Legacoop, in collaborazione con la Delegazione della Regione Emilia-Romagna presso l’UE, dedicato al tema “Il bilancio UE tra competitività e coesione sociale”.

L’iniziativa ha riunito istituzioni europee e nazionali, rappresentanti del mondo cooperativo e delle reti economiche e sociali per discutere il futuro Quadro finanziario pluriennale 2028-2034, in un momento cruciale per la definizione delle priorità politiche e di investimento dell’Unione.

Ad aprire i lavori il presidente di Legacoop Simone Gamberini, che ha ribadito come competitività e coesione sociale siano due elementi inscindibili, sottolineando la necessità di continuare a investire in persone, territori ed economia reale per accompagnare le grandi transizioni in corso.

All’incontro ha partecipato una delegazione di Legacoop rappresentativa dei diversi settori, tra cui Giovanna Barni, presidente di CulTurMedia, che ha portato il contributo della cooperazione culturale come leva di sviluppo sostenibile, inclusione e valorizzazione dei territori.

Giovanna Barni: “Se la cura delle persone e dei luoghi rappresenta il presupposto dell’abitare, come Culturmedia avvertiamo l’esigenza di porre al centro le comunità: la vera sfida per l’Europa risiede nel renderle protagoniste attive del proprio sviluppo.

Cultura, media e turismo sostenibile non sono semplici comparti economici – ha aggiunto la Presidente Barni – bensì infrastrutture permanenti di democrazia, partecipazione e coesione sociale. Le persone scelgono di non abbandonare i territori quando, oltre ai servizi essenziali, vi trovano identità, relazioni e prospettive di futuro. La cifra distintiva della cooperazione risiede proprio nella capacità di generare questi processi con le comunità, declinando una governance partecipata capace di connettere cittadini, istituzioni e imprese.

Al prossimo ciclo programmatico europeo – ha concluso – chiediamo un cambio di paradigma: non più soltanto il finanziamento di singoli progetti, ma il pieno riconoscimento dei modelli di rete territoriali quali soggetti attuatori delle politiche dell’Unione.

La questione che poniamo alle istituzioni europee è dunque cruciale: come tradurre queste pratiche virtuose in asset strutturali delle politiche di coesione e competitività? Il modello cooperativo culturale ha ampiamente dimostrato la sua efficacia nella cura del territorio; ora necessita di strumenti d’incentivo sistemici affinché crescita economica e inclusione sociale possano procedere all’unisono”.

Massimo Gottifredi, Direttore di CulTurMedia Legacoop, ha posto al centro del suo intervento il tema della sovranità dei dati culturali e turistici, denunciando un modello in cui le informazioni generate dai visitatori vengono raccolte e valorizzate da piattaforme esterne, senza benefici per i territori: «è un fenomeno estrattivo».

Pur riconoscendo che «non siamo contro il digitale», ha criticato un sistema che concentra valore e potere lontano dalle comunità locali, rendendole dipendenti. Per questo ha presentato la piattaforma cooperativa “Turismo Insieme”, con l’obiettivo di «tenere i dati nei territori» e usarli per costruire politiche e strategie più sostenibili.

Ha quindi avanzato tre richieste all’Europa: riconoscere i modelli cooperativi nella gestione dei dati, garantire il diritto delle comunità a governarli — «il diritto a restare è anche questo» — e rivedere i criteri dell’innovazione, valorizzando il radicamento territoriale.

In conclusione, ha ribadito che «le cooperative non chiedono protezione, ma riconoscimento e strumenti» per costruire un digitale più equo e democratico.

Nel corso dei lavori è emersa con chiarezza la richiesta di rafforzare il ruolo dell’economia sociale nelle politiche europee e di mantenere un equilibrio tra crescita economica e dimensione sociale, riconoscendo alle cooperative una funzione strategica nella costruzione di un’Europa più equa e resiliente.

L’appuntamento di Bruxelles conferma la capacità della cooperazione culturale, creativa e dei media promossa da CulTurMedia di offrire risposte concrete alle sfide del nuovo modello sociale europeo. I modelli cooperativi si accreditano come una risorsa strategica essenziale in cui il mutualismo e il radicamento territoriale diventano le chiavi per governare l’innovazione digitale, difendere le identità locali e trasformare le comunità nel motore primario di un’Europa più coesa, democratica e competitiva.

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