Si avvia alla conclusione, proprio in queste ore, la seconda giornata della XVIII edizione di BITAC – Borsa Italiana del Turismo Cooperativo e Associativo, in corso il 26 e 27 febbraio 2026 nello scenario del Complesso Monumentale del Broletto di Novara.

Promossa dall’Alleanza delle Cooperative Italiane Turismo, BITAC si è confermata anche quest’anno il principale appuntamento nazionale dedicato al turismo cooperativo, sostenibile e responsabile: un luogo di incontro, visione e progettualità che ha riunito a Novara imprese cooperative, esperti e stakeholder provenienti da tutta Italia.
Una prima giornata intensa: il turismo come leva di trasformazione
La giornata inaugurale si è aperta con i saluti istituzionali, che hanno tracciato il quadro strategico entro cui si inserisce l’edizione 2026, e con il convegno dedicato al tema portante dell’anno: “Turismo che trasforma: rigenerazione territoriale, responsabilità e nuovi modelli culturali”. Un titolo che non è stato soltanto uno slogan, ma una vera e propria dichiarazione di visione.

Il dibattito ha posto al centro una domanda cruciale: quale ruolo può assumere oggi il turismo in un contesto segnato da transizioni ecologiche, sociali ed economiche? La risposta emersa è chiara: il turismo non può più limitarsi a essere un comparto produttivo, ma deve diventare infrastruttura sociale e culturale dei territori.
In questo scenario, il turismo cooperativo è stato presentato come modello strategico capace di generare valore condiviso. Non solo crescita economica, ma rigenerazione urbana e delle aree interne, contrasto allo spopolamento, attivazione di reti locali e coinvolgimento delle comunità nei processi decisionali. La dimensione cooperativa, infatti, consente di redistribuire benefici, rafforzare l’identità dei luoghi e promuovere un’idea di accoglienza fondata sulla responsabilità e sulla partecipazione.
È emersa con forza l’idea di un turismo che costruisce comunità: capace di attivare partenariati tra enti pubblici, imprese, terzo settore e cittadini; di trasformare beni culturali e ambientali in occasioni di sviluppo sostenibile; di generare nuove professionalità legate alla cultura, alla digitalizzazione e alla gestione dei servizi territoriali. Un turismo che interpreta la sostenibilità non come vincolo, ma come opportunità di innovazione e competitività.
Nel pomeriggio, i lavori sono proseguiti con sessioni di approfondimento dedicate ad alcune delle sfide più urgenti per il settore. Ampio spazio è stato riservato all’utilizzo dei big data e degli strumenti di analisi predittiva per orientare le strategie turistiche, migliorare la gestione dei flussi e costruire offerte sempre più personalizzate e consapevoli. L’innovazione tecnologica è stata letta non come fine, ma come supporto a una governance più informata e responsabile.

Un focus particolare ha riguardato i modelli di ospitalità diffusa nelle aree interne, indicati come risposta concreta ai processi di marginalizzazione territoriale. Qui il turismo diventa presidio di servizi, occasione di recupero del patrimonio edilizio esistente e leva per riattivare economie locali spesso fragili.
Significativo anche l’approfondimento sul progetto “Scuola in Tour” e la presentazione della collana “Mete”, strumenti che collegano turismo e formazione, rafforzando l’educazione alla cittadinanza territoriale e alla conoscenza dei luoghi. Investire sulle giovani generazioni significa infatti costruire una cultura del turismo più consapevole, capace di coniugare mobilità, rispetto e valorizzazione delle identità locali.
Nel complesso, la prima giornata ha restituito l’immagine di un settore in evoluzione, consapevole delle proprie responsabilità e determinato a ridefinire il proprio ruolo nello sviluppo dei territori. Un programma denso di contenuti e prospettive, che ha messo al centro innovazione, formazione e sostenibilità come assi portanti di una trasformazione concreta e condivisa.

Premio BITAC 2026: i progetti che fanno la differenza
Momento particolarmente atteso della prima giornata è stata la proclamazione dei vincitori della VII edizione del Premio BITAC 2026, che valorizza le migliori progettualità cooperative capaci di generare impatto positivo sui territori.

🥇 Premio – 3.000 euro
Vette e Baite di Bologna
Progetto: “Escursione sospesa – La Montagna inclusiva”
Un modello innovativo che rende l’esperienza della montagna realmente accessibile a tutti, coniugando inclusione, sostenibilità ambientale e qualità dell’offerta.
🥈 2° Premio – 1.500 euro
Voilà di Artogne (BS)
Progetto: “Immersione Rupestre. Vivi l’emozione della preistoria con gli antichi Camuni.”
Un percorso immersivo che valorizza il patrimonio rupestre camuno attraverso un’esperienza culturale identitaria e ad alto coinvolgimento.
Un plauso va anche agli altri quattro finalisti, portatori di proposte di grande valore per le comunità locali:
- Carmasius di Sant’Angelo dei Lombardi (AV)
Alta Irpinia Cooperative Routes: turismo di comunità, scuole ambasciatrici e filiera corta. - Cooperativa Agricola Coraggio di Roma
Università della terra: ostello agricolo, turismo lento e resilienza climatica sulle terre pubbliche di Roma. - Kairos – Impresa Sociale di Crotone
Le Vacanze Terapeutiche. - Teatro degli Acerbi di Asti
Piemonte STORYMOVERS.
Progetti diversi per ambito e territorio, ma accomunati dalla capacità di coniugare sviluppo economico, impatto sociale e valorizzazione delle identità locali.
La seconda giornata: dalla visione alla co-progettazione
La seconda giornata di BITAC 2026 ora nelle fasi conclusive, ha visto un’intensa mattinata di tavoli di co-progettazione articolati in quattro aree tematiche strategiche:
- Enoturismo – territori, cooperative e cultura del vino
- Ospitalità diffusa – abitare e innovare i territori
- Territori in scena – nuove narrazioni per il turismo
- Cicloturismo e sentieri accessibili – mobilità dolce per tutti
L’obiettivo non è stato soltanto favorire il confronto, ma trasformarlo in progettualità concreta e condivisa, mettendo in rete competenze, esperienze e visioni per generare nuove opportunità di sviluppo locale.
BITAC 2026 si conferma così non solo come luogo di incontro, ma come spazio generativo: un laboratorio nazionale in cui il turismo cooperativo dimostra, ancora una volta, di saper guardare lontano e di saper trasformare i territori partendo dalle comunità.
Foto gallery…




















































































