Torna all’ITC “Miserella” del Teatro dell’Argine, regia di Micaela Casalboni

Da venerdì 20 a domenica 22 febbraio 2026 torna all’ITC Teatro Miserella, spettacolo del Teatro dell’Argine, per la regia di Micaela Casalboni.

Miserella” è il nome popolare dato nel dialetto toscano alla pianta nota come Daphne Mezereum, detta anche “fior di stecco” perché, su un gambo all’apparenza secco, morto, ospita una miriade di fiori.  

Miserella è un lavoro di teatro d’attore, anzi d’attrice, sul tema del corpo che cambia, che invecchia, che decade, che si trasforma, in particolare il corpo femminile, ma non solo.  

Chi sono io quando nasco? E chi (cosa?) divento quando cresco, muto, mi trasformo, fino quasi a non riconoscermi nello specchio o a non riconoscermi nel mio corpo, che non obbedisce, duole, si rifiuta, fa ma poi si spezza? Ginocchia, voce, schiena, mani, occhi (e occhiaie e occhiali), capelli (tinti), ritmo del sangue, sinapsi e neuroni, sensi e sensibilità, forza vitale e decadimento.  

In scena, quattro donne, quattro attrici, quattro corpi, diversi fra loro, che agiscono lo spazio e la voce alla ricerca di un nuovo patto con il proprio sé che cambia, corpo infortunato, corpo di madre, corpo di attrice, corpo di ballo, corpo sterile, voce-corpo che si astrae da sé per guardarsi dall’esterno.  

Nel far questo, esplorano umori, atmosfere, situazioni, casi, memorie proprie e altrui, che si susseguono e si richiamano non secondo una trama lineare, bensì abitando piani diversi che si intrecciano, mescolando ironia e inquietudine, sarcasmo e sofferenza, sopraffazione e solidarietà, depressione e gioia ritrovata, in uno spazio che potremmo definire surrealmente quotidiano, una specie di sala d’attesa (o Purgatorio? Limbo?): lo spazio della cosiddetta Mezza Età, che non è ancora Vecchiaia, che non è più Gioventù, che non si sa davvero che cosa sia, ma si sussurra che non sia niente di buono…  

In Age Pride (2023), Lidia Ravera scrive che le varie età della vita sono come Paesi nei quali si arriva senza conoscerne lingua, geografia, usi e costumi. Ecco, Miserella indaga il Paese dell’Età di Mezzo, che non è Medioevo, ma solo un nuovo Mondo da conoscere e, soprattutto, da vivere. Per scoprire, infine, che «bisogna essere agili. Non giovani, agili. Bisogna imparare a muoversi a tempo, nel tempo». 

«Eccellenti sono le interpreti che si muovono affiatate sulla scena, sempre con brio, una sorta di divertita, veloce coreografia d’interno intelligente, spiritosa» (Valeria Ottolenghi, Sipario).

La replica di domenica 22 rientra nell’iniziativa “Uscire per motivi spettacolari” che mette a disposizione biglietti gratis per rappresentazioni teatrali ai detenuti autorizzati a uscire con permessi premio o ammessi a misure alternative al carcere. Proposto dalla Camera Penale di Bologna “Franco Bricola”, in collaborazione con l’Osservatorio Diritti Umani, carcere e altri luoghi di privazione della libertà, e l’attore Alessandro Bergonzoni, il progetto coinvolge i principali teatri della città: Teatro Comunale, Arena del Sole, Teatro Duse, Teatro Celebrazioni, Teatro Dehon, Oratorio San Filippo Neri e ITC Teatro di San Lazzaro. Il progetto vuole essere un segnale di fiducia e rigenerazione: per chi è in permesso significa condividere un momento di socialità con familiari o volontari, sedendosi accanto a qualsiasi altra persona.

Venerdì 20 replica sovratitolata per persone sorde.

Sabato 21, a seguire, incontro con la Compagnia.

Miserella
Uno spettacolo del Teatro dell’Argine 
Con Caterina Bartoletti, Micaela Casalboni, Giulia Franzaresi, Ida Strizzi 
Parole di Caterina Bartoletti, Nicola Bonazzi, Micaela Casalboni, Giulia Franzaresi, Ida Strizzi 
Collaborazione alla regia Andrea Paolucci 
Regia Micaela Casalboni 
Scenografia Nicola Bruschi 
Costumi Sabrina Beretta 
Musiche originali Davide Sebartoli 
Luci William Sheldon 
Cura del gesto coreografico Daniele Ninarello 
Assistente scenografa Carmela Delle Curti 
Assistente alla regia Laura Gnudi 
Responsabile di produzione Francesca D’Ippolito 
Foto Luciano Paselli

Si ringraziano Alessandro Mor, Diana Naldi e tutte le persone che hanno contribuito al lavoro con i loro racconti e le loro esperienze.

Con il sostegno di Qui e Ora Residenza Teatrale, C.U.R.A. Centro Umbro Residenze Artistiche, Centro di Residenza della Toscana (Fondazione Armunia Castiglioncello – Capotrave/Kilowatt Sansepolcro), Centro di Residenza dell’Emilia-Romagna (L’Arboreto – Teatro Dimora/La Corte Ospitale).

ITC TEATRO DI SAN LAZZARO
via Rimembranze, 26 – San Lazzaro di Savena (BO) | 051 6270150
[email protected] | [email protected]
www.teatrodellargine.org | www.itcteatro.it

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