
Un teatro che scava nell’anima: una fiaba nera, feroce eppure indimenticabile sulla solitudine, sulla violenza e sulla speranza ritrovata nell’ultimo luogo in cui ci si aspetterebbe di trovarla…tra i randagi, tra gli esclusi, tra quelli che il mondo ha dimenticato.
Dopo Confidenza di Daniele Luchetti, Campo di battaglia di Gianni Amelio e programmi televisivi come Le Iene, a Koreja arriva il teatro necessario di Federica Rosellini, musicista, performer e artista poliedrica di fama internazionale formatasi sotto la guida di Luca Ronconi e di Antonio Latella.
Interprete e regista capace di attraversare ruoli, generi e linguaggi con sorprendente intensità, sabato 20 dicembre 2025 alle ore 20.45, Federica Rosellini porta in scena IVAN E I CANI, lavoro ispirato alla drammaturgia di Hattie Naylor, in un allestimento potente che si afferma come una delle esperienze più profonde e innovative del teatro contemporaneo italiano. Con una presenza scenica fuori dal comune, Rosellini trasforma il palco in una voragine emotiva dove parole, suoni e immagini danno vita ad un racconto che affonda nella memoria collettiva e nel corpo dello spettatore.
Lo spettacolo racconta la storia vera di un bambino russo soprannominato dalla stampa “il Mowgli ucraino”, che a quattro anni fugge da una casa di violenza e abbandono nella Russia degli anni Novanta e trova rifugio in una muta di cani randagi, sua inaspettata famiglia e salvezza. Una narrazione che strazia e commuove, oscillando tra la fiaba oscura e la cronaca più dolorosa, restituendo alla scena il gelo delle strade di Mosca, l’orrore della miseria e poi, con poesia, la sorprendente forza di un legame che salva la vita.
Nel suo allestimento, Rosellini è sola sul palco, integrando la sua performance con un sound design originale e una partitura sonora che fonde voci registrate, incluso il russo di Laura Pasut Rosellini, sua madre, melodie, nenie, elementi elettronici e ritmici. Il risultato è un’esperienza immersiva e potentissima: un monologo che è al tempo stesso canto, invocazione e confessione. La traduzione italiana è curata da Monica Capuani, mentre il progetto scenico si avvale dell’eccellenza di Simona Gallo alle luci, Paola Villani per le scene e Simona D’Amico per i costumi.
Lo spettacolo ha già incantato il pubblico e la critica internazionale, offrendo una riflessione profonda sulla maternità, l’appartenenza e ciò che significa essere “umani” ai margini: candidato all’Olivier Award nella categoria Outstanding Achievement, è stato rappresentato in Inghilterra, Olanda, Belgio, Stati Uniti, Georgia, Grecia e Brasile.
DENTRO LA STORIA
Ivan racconta una storia che gli è successa quando aveva quattro anni. La racconta come fosse ora. Come una fiaba dei fratelli Grimm. O come Il libro della giungla. È una storia vera, invece, accaduta a un bambino nella Russia degli anni Novanta, la Russia poverissima di Boris Eltsin. La gente era così povera, racconta Ivan, che i padri e le madri cominciarono a sbarazzarsi di quello che nelle case mangiava, beveva e aveva bisogno di cure. I primi a essere abbandonati furono i cani. La madre di Ivan ha un uomo che la picchia quando si riempie di vodka fino agli occhi. Ivan è un incomodo, quest’uomo vorrebbe che se ne andasse e un giorno Ivan lo fa. Indossa un cappotto pesante, i guanti di lana, si mette in tasca due pacchetti di patatine ed esce per le strade di Mosca. Trovare un posto dove dormire è difficile. Fa freddo, la gente che gira sembra ti voglia sbranare. Nessuno fa più l’elemosina, non c’è più spazio per la pietà. Comincia un’odissea che si concluderebbe presto con la morte, se Ivan non incontrasse delle creature buone, anime affini che lo accolgono tra loro e gli regalano la sopravvivenza ogni giorno. Una muta di cani randagi. Ma è solo l’inizio della storia.
IVAN E I CANI
un testo di Hattie Naylor
traduzione di Monica Capuani
voce registrata in russo Laura Pasut Rosellini
light design Simona Gallo
scenografia Paola Villani
costumi Simona D’Amico
aiuto regia Elvira Berarducci
performer, sound design e regia Federica Rosellini
management Vittorio Stasi
produzione Cardellino srl
si ringrazia Trac centro di residenza teatrale / Factory compagnia
diritti di rappresentazione a cura dell’Agenzia Danesi Tolnay
direzione generale Maria Laura Rondanini.
Nata a Treviso, Rosellini inizia a studiare violino entrando all’età di tredici anni nell’Orchestra Giovanile La Réjouissance di Castelfranco Veneto diretta da Elisabetta Maschio, ricoprendo il ruolo di secondo violino e cantante solista; nello stesso periodo prende lezioni di canto corale, moderno e jazz vocale.
Nel 2008 si iscrive alla scuola del Piccolo Teatro di Milano dove si diploma come attrice nel 2011 sotto la guida di Luca Ronconi, frequentando successivamente la scuola di alta specializzazione di Antonio Latella e master tenuti da Nikolaj Karpov, Thomas Ostermeier. Performer, autrice e regista si specializza come danzatrice e illustratrice. Nell’autunno 2023 un suo ritratto è stato esposto al Maxxi – Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma all’interno della mostra “Straordinarie. Protagoniste del presente”, a cura di Renata Ferri, insieme a quello di un centinaio di altre artiste, letterate, intellettuali che si sono particolarmente distinte per la loro forte identità, la loro ricerca e il loro percorso lavorativo.
Debutta nel 2010 a vent’anni ne I beati anni del castigo di Fleur Jaeggy per la regia di Luca Ronconi. Nel 2014 fonda la compagnia teatrale Ariel dei Merli con Francesca Manieri, con cui dirige e scrive spettacoli sino al 2018.[5] Nel 2017 esordisce al cinema nel ruolo di protagonista in Dove cadono le ombre diretta da Valentina Pedicini, interpretazione che le vale il Premio NuovoImaie Talent Award alla 74ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Nel 2017 è Dioniso nelle “Baccanti” di Andrea de Rosa. Nel 2018 recita in Antigone di Federico Tiezzi, tra Roma e Bologna,[8][9] e in Santa Estasi di Antonio Latella presso il Teatro delle Passioni di Modena, il Piccolo Teatro di Milano e il Festival di Avignone. Tra il 2018 e il 2019 è protagonista della tourné teatrale Il maestro e Margherita.
Nel 2020 viene scritturata nel cast del film Il legame per Netflix. Nel 2021 scrive il libro Carne blu, di cui Nadia Terranova e Claudio Longhi scrivono le prefazioni e Fiona Sansone la postfazione, da cui trae lo spettacolo omonimo da lei stessa diretto ed interpretato, messo in scena l’anno successivo al Piccolo Teatro di Milano, entrando a far parte del teatro come artista associata in qualità di Regista e Drammaturga. Tra il 2021 e il 2022 torna al Piccolo Teatro di Milano per recitare come Amleto in Hamlet sotto la regia di Antonio Latella. Nello stesso anno è protagonista in “Solaris” di David Greig per la regia di Andrea de Rosa, interpretando la psicologa Chris Kelvin. Nel 2022 è il Venditore ne “La solitudine dei campi di cotone” sempre per la regia di Andrea de Rosa. Nel 2023 è protagonista di “Anatomia di un suicidio” di Alice Birch, progetto de Casadargilla. Successivamente nel corso del 2023 dirige ed è performer in Orgia, come parte del progetto Come devi immaginarmi dedicato a Pier Paolo Pasolini e per la Biennale Teatro di Venezia dirige lo spettacolo Veronica, scritto da Giacomo Garaffoni. Nel 2024 recita nel ruolo di co-protagonista nel film di Daniele Luchetti Confidenza, presentato in gara all’IFFR – International Film Festival Rotterdam nella sezione “Big Screen” e torna a recitare in Orgia al Teatro Storchi di Modena.[20] Nello stesso anno è co-protagonista nel film Campo di battaglia di Gianni Amelio, presentato in concorso all’81ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Nel 2025 torna a recitare in teatro interpretando la protagonista in Giovanna d’Arco al Teatro Astra di Torino e interpretando e dirigendo gli spettacoli HildeKurt e iGirl.
A seguire, alle ore 22.30 Koreja saluta amici e spettatori prima delle feste natalizie con TEKEMAYA E LA SUA BAND, un live travolgente dedicato alle icone intramontabili della musica italiana. Dopo le partecipazioni a The Voice of Italy, Domenica In e, più recentemente, sul palco con Elodie, Tekemaya porta in scena uno spettacolo tutto da cantare e ballare, tra lustrini, paillette e grandi successi senza tempo.
Ad accompagnarla, una super band composta da Mattia Carluccio alla chitarra, Emanuele Calvosa alla tromba, Giulio Rocca alla batteria e Alessio Gaballo al basso. Ingresso gratuito.
Strade Maestre 2025-2026, è un progetto di Koreja realizzato con il sostegno di Ministero della Cultura, Unione Europea, Regione Puglia Assessorato Cultura, Tutela e Sviluppo delle Imprese Culturali; Piiil Cultura, Comune di Lecce; in collaborazione con Puglia Culture. Partner Culturali: Polo Biblio Museale di Lecce, Università degli Studi di Lecce, Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, Accademia di Belle Arti di Lecce, FAI, Libreria Liberrima; Feltrinelli, Adisu Puglia.
Info:
0832 242000
teatrokoreja.it










