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AgCult | Fai, tornano le Giornate d’Autunno: 700 aperture in 350 città d’Italia

L’Italia ha un patrimonio storico, artistico e paesaggistico unico al mondo, che ha bisogno di essere tutelato. Dal 1975 il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ETS se ne prende cura grazie al contributo degli italiani, che sostengono la Fondazione iscrivendosi, visitando i Beni che tutela e gestisce in tutta Italia e partecipando alle grandi manifestazioni nazionali come le Giornate FAI: la più grande festa di piazza intitolata al patrimonio culturale dell’Italia, che porta centinaia di migliaia di cittadini a scoprire e visitare in un fine settimana centinaia di luoghi speciali di storia, arte e natura, meraviglie nascoste in ogni angolo del Paese. La missione del FAI dal 1975 non è cambiata, ma nel frattempo è cambiata l’Italia, e anche il mondo. Il FAI è nato per salvare luoghi speciali da abbandono, degrado e incuria: oggi la tutela è “un patrimonio” condiviso da tanti, ma il patrimonio dell’Italia è talmente vasto, diffuso, profondo e variegato, da richiedere un impegno costante, e sempre maggiore. Il paesaggio italiano è seriamente minacciato, in particolare nelle campagne, sui monti e nei borghi delle aree interne, dall’abbandono causato dallo spopolamento, da modi di vivere e di produrre insostenibili per l’ambiente e dagli effetti della crisi ambientale, sempre più evidenti, devastanti e imprevedibili, dannosi per l’uomo, oltre che per l’ambiente. Il Fondo per l’Ambiente Italiano opera per l’Ambiente, inteso come tutto ciò che ci circonda: per la tutela del paesaggio, in cui si incarnano storia e natura del nostro Paese, e ancor più oggi, per promuovere grandi azioni e piccole buone abitudini per la mitigazione della crisi ambientale e per l’adattamento ai suoi effetti, a partire dal concreto operato nei 71 Beni che gestisce, di cui 54 regolarmente aperti al pubblico e 17 in restauro.

I Beni del FAI sono castelli, ville e palazzi, ma anche vallate alpine e baie marine, edifici rurali e industriali, parchi, orti e giardini, chiese e conventi, case e botteghe, per un totale di 72.000 mq di edifici storici, 500.000 mq di giardini e parchi, oltre 7.000.000 mq di paesaggio che sono patrimonio dell’Italia. Un impegno sempre crescente, quotidiano e minuzioso, che comporta per la Fondazione oneri per circa 6 milioni di euro all’anno in restauri e oltre 1 milione e duecento mila euro in manutenzioni ordinarie, ancor più necessarie, oggi, per adattarsi alla crisi ambientale e prevenire i danni dei suoi tangibili, sempre più gravi effetti su monumenti e paesaggi. E proprio in nome della tutela dell’ambiente, che oggi è una assoluta priorità per tutti, il FAI lancia a ottobre la campagna di raccolta fondi “Ricordiamoci di salvare l’Italia”, per invitare i cittadini a partecipare a questa missione con un piccolo gesto che è una grande azione per il Paese: l’iscrizione annuale al FAI, con la speciale quota di 29 euro anziché 39 dedicata fino al 16 ottobre ai nuovi iscritti. Il ricavato della raccolta fondi di quest’anno, infatti, sosterrà il progetto di transizione ecologica del FAI, volto a rendere i suoi Beni sempre più resilienti, resistenti agli effetti del cambiamento climatico, ed ecologicamente sostenibili, attraverso progetti per il risparmio energetico, la riduzione di consumi, risorse ed emissioni, la tutela e il recupero di paesaggi e biodiversità, e per l’educazione diffusa a una cultura dell’ambiente, della natura e della sostenibilità.

Le “Giornate FAI d’Autunno”, in programma sabato 15 e domenica 16 ottobre e giunte all’undicesima edizione, saranno il fulcro della campagna di ottobre a sostegno del FAI. Un evento eccezionale per conoscere la missione e l’attività del FAI, che vedrà migliaia di volontari della Fondazione, e in particolare i giovani del FAI, proporre al pubblico visite – a contributo libero – in oltre 700 luoghi speciali in 350 città, molti dei quali solitamente inaccessibili o semplicemente poco noti, per svelare ricchezza e varietà di un patrimonio che è in ogni angolo di questo Paese, sorprendente e inaspettato: il patrimonio culturale, infatti, non consiste solo nei grandi monumenti o nei musei, ma anche in edifici e paesaggi inediti e sconosciuti, che custodiscono e testimoniano piccole e grandi storie, culture e tradizioni, che sono a pieno titolo “il nostro patrimonio”, e che perciò tutti siamo chiamati a curare e a proteggere per le generazioni presenti e future, com’è nella missione del FAI, cominciando innanzitutto a conoscerli, per scoprirne il valore.

Tra le aperture di maggior rilievo: A Roma apriranno in esclusiva le Corsie Sistine, ambiente di cura lungo 120 metri, realizzato a fine Quattrocento per il Complesso di Santo Spirito in Sassia e decorato da un ciclo di affreschi in cui furono attive le stesse botteghe di artisti della Cappella Sistina. Parte dello stesso complesso, con apertura riservata agli iscritti FAI, il Palazzo del Commendatore e la Biblioteca Lancisiana, edificati a metà Cinquecento, dai sontuosi ambienti affrescati e con una collezione di testi rari dal XVI secolo in poi; A Milano sarà eccezionalmente Palazzo Diotti, sede della Prefettura, che ospita i capi di stato in visita nella città. Dimora nobiliare di fine Settecento, è caratterizzata da scaloni neoclassici, raffinati arredi, una sala affrescata dal giovane Andrea Appiani e numerosi ambienti monumentali; A Venezia, nel sestiere di Castello, il Complesso di San Francesco della Vigna, con la facciata della chiesa, ricca di capolavori, realizzata da Andrea Palladio e – nelle visite di domenica – i chiostri e la straordinaria vigna, che da 600 anni si affaccia sulla Laguna nord; A Torino, il Campus Einaudi, progettato dall’archistar inglese Norman Foster e incluso dalla CNN fra i 10 edifici universitari più spettacolari del mondo, anche per l’inserimento nel paesaggio; A La Spezia, il porto – mai aperto al pubblico perché sempre operativo – in un suggestivo percorso che coniugherà passato, presente e futuro, a partire dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, quando il porto spezzino divenne base di partenza degli scampati ai lager nazisti alla volta della Terrasanta; A Bologna, Palazzo Vassé, con affreschi di fine Cinquecento e la “Galleria della Meridiana”, una lunga sala con un calendario solare seicentesco rappresentato sul pavimento e due fori sul soffitto che permettevano di seguire il movimento notturno degli astri.

A Coriano (RN) aprirà le porte San Patrignano, la comunità di recupero fondata nel 1978, dove le visite si concentreranno sui laboratori di alto artigianato, dalla tessitura alla pelletteria al ferro battuto, le cui attività saranno raccontate degli stessi ragazzi che vi operano; A Firenze, un itinerario ottocentesco legato alla baronessa Favard, con due aperture di eccezione: il Palazzo di città, sul Lungarno Vespucci e la villa di campagna, a Rovezzano, entrambi ricchi di ambienti decorati e sede di prestigiose scuole; A Napoli, il complesso del Suor Orsola Benincasa, cittadella circondata da mura di tufo sorta tra XVI e XVII secolo sul colle Sant’Elmo per volontà della religiosa, figura carismatica dell’epoca, da inizio Novecento istituzione universitaria; A Palermo, il complesso monumentale del Carmine, edificato a partire dal XIV secolo, dove sarà eccezionalmente possibile salire sul campanile, da cui la vista spazia sulla cupola in maiolica policroma della chiesa, realizzata nel Seicento e su tutto il centro della città; A Cagliari, Palazzo Bacaredda, edificio eclettico che rievoca il gotico aragonese, realizzato nel 1907 come sede del Municipio, funzione che riveste tuttora. Si entrerà tra l’altro nell’ufficio del Sindaco, che conserva un grande arazzo fiammingo, capolavoro di fine Cinquecento e nella Sala dei Matrimoni, ornata da un ciclo pittorico dedicato all’Amore in Sardegna.

(Fonte: AgCult.it)

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