
Il giorno in cui Roma smise di morire. Da questo paradosso prende il via “Dio non perdona Roma“, il nuovo romanzo di Daniela Amenta, che lunedì 22 giugno è stato presentato alle Terme di Caracalla. Una storia in cui l’impossibile diventa il punto di partenza per raccontare la Capitale, le sue contraddizioni e quell’umanità nascosta che solo la cronaca e la letteratura sanno riportare alla luce.
Ambientato in una Roma sospesa tra realtà e immaginazione, il romanzo racconta una giornata in cui il ciclo della vita sembra interrompersi: i pazienti più gravi si risvegliano, alcuni fuggono dagli ospedali, due anziani dichiarati morti tornano improvvisamente in vita. Un evento inspiegabile che sconvolge la città e diventa l’occasione per interrogarsi sul senso della verità, della memoria e delle contraddizioni della Capitale.
Al centro della storia Riccardo Valdesi, cronista di punta del quotidiano più letto di Roma, che insieme alla compagna Anna attraversa quartieri periferici, ospedali e luoghi dimenticati alla ricerca dei pazienti scomparsi. Amenta costruisce così un romanzo che intreccia mistero, cronaca e osservazione sociale, trasformando un’impossibile anomalia in un viaggio dentro la Roma più autentica e meno raccontata, dove il giornalismo torna a essere strumento di indagine, responsabilità civile e comprensione della realtà.
Disponibile sul sito All Around e in tutte le librerie.
DANIELA AMENTA, giornalista, vive a lavora a Roma. Ha scritto di musica sulle principali testate specializzate, da Mucchio Selvaggio a Frigidaire, e ne ha parlato a lungo dai microfoni di emittenti libere e Rai, conducendo Stereonotte e Notturno Italiano. È stata redattrice capo di Epolis e de l’Unità, direttrice di Radio Città Futura, capo della redazione romana di Duel. Nel tempo ha collaborato con Urban, D di Repubblica, Rai Tre. Ha inoltre curato i lemmi musicali per l’ultima appendice dell’Enciclopedia Treccani. Nel 2015 ha pubblicato il romanzo La ladra di piante (Baldini&Castoldi).










