A Koreja 2 giorni con “X di Xylella, bibbia e alberi sacri” di Gabriele Vacis

E poi, incontri, workshop e la presentazione del libro di Enzo Lavarra: La Xylella. Distruzione e rinascita degli olivi.

La Xylella. Una piaga che scorre tra le vene verdi del Salento e ha trasformato il paesaggio in un mosaico di dolore e resistenza. Lo stesso terreno su cui si intrecciano scienza, speranza e il sogno ostinato di far rifiorire ciò che sembra perduto.

Da qui prende le mosse la due giorni che vede al centro “X di Xylella, Bibbia e Alberi Sacri“, lo spettacolo di Koreja con la regia di Gabriele Vacis e la consulenza artistica di Salvatore Tramacere, in scena venerdì 6 febbraio 2026 alle ore 19.15 (nell’ambito della programmazione pomeridiana BIT) e sabato 7 febbraio alle ore 10 e alle ore 20.45.   

I Pugliesi sono figli di ulivi e viti. Di olio e vino. Di oro e sangue e sole. Non ce n’è uno che non possegga un pezzo di terra, seppur piccolo, con qualche ulivo. Alcuni fanno gli agricoltori, molti altri sono figli di contadini. Spesso, chi non lavora nelle campagne, le abbandona. Le lascia a crescere incolte. Molti altri, nostalgici, investono tempo nel week-end o i soldi dei risparmi, per tirare su qualche prodotto fresco dalla propria campagna. Quello che vale per tutti i Pugliesi, è che un pezzo di pane, condito solo con sale e olio che pizzica, è il sapore di Casa. E i loro ulivi, si dice, “sono immortali’’, nascondono nel loro attorcigliarsi centinaia e centinaia di anni. Niente potrebbe mai distruggerli. Niente.

Tranne la Xylella. Nel 2013, nel cuore del Salento, vengono ritrovati i primi ulivi disseccati, come arsi da un fuoco mai appiccato. Qualcosa che gli agricoltori non hanno mai visto, perché gli ulivi sono sempreverdi. Qualcuno ipotizza ‘’E’ rodilegno giallo’’, altri “E’ la lebbra degli ulivi’’, ma qualcosa non torna. Dopo ricerche e accertamenti, gli esperti del CNR di Bari riescono a strappare un segreto alla natura: è la ‘’Xylella fastidiosa’’, un batterio inserito nella lista europea dei Patogeni da Quarantena. Xylella viaggia dentro gli ulivi e tra di essi. Dentro ci riesce perché risale nei vasi delle piante, dentro cui scorre la linfa e riesce a farlo anche controcorrente. Tra l’uno e l’altro invece, si sposta salendo a bordo di un insetto vettore, la Cicalina Sputacchina. L’unico modo per fermarla è tagliare gli alberi infetti, e farlo il prima possibile.

Ma il dramma della Xylella, che colpisce e devasta gli ulivi secolari, qui è anche il simbolo del dolore femminile: un’infezione invisibile che lentamente erode le radici consumando  forza e vita. Come le donne, anche gli ulivi sono portatori di storie, linfa e memoria. La Xylella, come certe sofferenze interiori, lavora in silenzio, distrugge dall’interno, lasciando cicatrici evidenti in una terra che, come il corpo e lo spirito femminile, fatica a risanarsi.

In questo parallelo, il dolore femminile trova voce nella terra stessa, in un grido muto che chiede cura, comprensione e rispetto.

AD ACCOMPAGNARE LO SPETTACOLO

Venerdì 6 febbraio alle ore 17.30 si terrà l’incontro-dibattito a cura di Gabriel Mileti, Presidente YOUTHMED (in collaborazione con studentesse e studenti dei Licei salentini), per approfondire i temi dello spettacolo, guardando all’attualità.

Sabato 7 febbraio alle ore 18.30 presentazione del libro “La Xylella. Distruzione e rinascita degli olivi”. Dialogano con l’autore: Carlo Salvemini, Paola Ancora

“Il pericolo per l’olivicoltura rappresentato dalla diffusione della Xylella -si legge nella prefazione di Gianfranco Viesti– non è stato in Puglia un fenomeno marginale: ha messo a repentaglio non solo aziende e produzioni, ma la stessa configurazione della regione; il mondo nel quale i pugliesi quotidianamente vivono. Un pericolo che, seppure con modalità maggiormente controllate e una maggiore capacità di contrasto, incombe ancora. Come è potuto succedere? Che cosa si è fatto, sin dall’inizio, per contrastare la diffusione di questo patogeno? Quali ostacoli si sono incontrati? […] A tutti questi interrogativi prova a rispondere questo volume. La sua particolarità è legata alle caratteristiche dell’autore, che non è un agricoltore né uno scienziato. Invece, è un pugliese con una significativa carriera politica che ha potuto approfondire per anni tutte le vicende della Xylella. Da più punti di vista”.

In contemporanea, dalle 17:45 alle 20:00, si svolgerà il WORKSHOP di RICAMO su cartoncino a cura di Anna Fornaio, dedicato alla creazione di un segnalibro a tema botanico e floreale: attraverso ago e filo, il gesto del ricamo diventerà un atto di cura e memoria, in dialogo con i temi della giornata.

X di Xylella, bibbia e alberi sacri
con Chiara Dello Iacovo, Luna Maggio, Emanuela Pisicchio, Maria Rosaria Ponzetta, Kyara Russo, Maria Tucci, Andjelka Vulic
Regia Gabriele Vacis
Assistente alla regia Lucia Raffaella Mariani
Drammaturgia di Lucia Raffaella Mariani, Letizia Russo e Gabriele Vacis
Curatrice dei cori Enrica Rebaudo
Scenofonia Roberto Tarasco
Consulenza e coordinamento artistico Salvatore Tramacere
Tecnici Alessandro Cardinale, Mario Daniele
Si ringrazia Stefano Martella
Produzione Teatro Koreja In collaborazione con Potenziali Evocati Multimediali
Foto di Eduardo De Matteis – Archivio Koreja

Gabriele Vacis, regista teatrale, drammaturgo, docente, documentarista e sceneggiatore italiano. Ha scritto e curato la regia di numerosi spettacoli teatrali: Esercizi sulla tavola di Mendeleev, premio Opera Prima 1985; Elementi di struttura del sentimento, premio UBU 1986; La Storia di Romeo e Giulietta, premio UBU 1992; Il racconto del Vajont, premio UBU 1994. Il narratore senza orpelli, nello spazio vuoto, diventa fenomeno che influenza profondamente la comunicazione, dal teatro alla televisione, dal giornalismo alla politica. Nel 1996 ha vinto il Premio per la regia dell’Associazione Critici Teatrali Italiani; nel 2011 il Premio Dioniso per l’innovazione della cultura Classica. Ha curato la regia di numerose opere liriche. Nel 2021 fonda con i suoi allievi PoEM.

Salvatore Tramacere è regista e direttore artistico del Teatro Koreja, che fonda ad Aradeo (Le) nel 1983 nel contesto del teatro di gruppo, in un’idea di comunità in cui è importante mettere in comune le differenze. Sviluppa una propria direzione di ricerca nell’ambito del teatro politico, civile e musicale partendo dal “sentirsi nomadi” come essenza d’ogni cercare. Si forma al fianco di attori e registi come Eugenio Barba, Iben Nagel Rasmussen, Cesar Brie, Silvia Ricciardelli e Pina Bausch ed è allievo di Nicola Savarese presso l’Università del Salento. Ha diretto oltre 30 spettacoli teatrali alcuni dei quali hanno ricevuto premi e riconoscimenti a livello internazionale. Dal 2016 è membro del Comitato esecutivo dell’Associazione Nazionale Teatri Stabili d’Arte Contemporanea (A.N.T.A.C.) e Coordinatore per la prosa nell’ambito della sezione Spettacolo dal vivo dell’Agis di Puglia e Basilicata.

Info:
0832 242000
teatrokoreja.it
Biglietti su vivaticket.it

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