Koreja, Teatro dei Luoghi: seconda tappa dedicata alla drammaturgia del corpo

Si svolgerà dal 16 al 19 ottobre 2025 la seconda tappa del TEATRO DEI LUOGHI, il FESTIVAL INTERNAZIONALE di Koreja cofinanziato da Unione Europea, Ministero della Cultura, Regione Puglia e Pugliapromozione POC Puglia 2014-2020 Asse VI Azione 6.8 e realizzato con il sostegno di Ministero della cultura, Unione Europea, Regione Puglia, Comune di Lecce; in collaborazione con Polo Biblio Museale di Lecce, Università del Salento, CdL DAMS, Università degli Studi di Bari “A.Moro”, ArtWork Lecce, Chiesa di Lecce, Fondazione Splendor Fidei, Cultura, WWF Salento, Foresta Urbana, Masseria Tagliatelle, Terra del Fuoco Mediterranea, Fondazione con i Bambini, Adisu Puglia.      

Interamente dedicata alla drammaturgia del corpo, la seconda tappa del Festival rappresenta una scelta artistica e simbolica. Un unico disegno, quello del Teatro dei Luoghi, che si lascia attraversare in due tempi, per restituire allo spettatore un’esperienza viva, stratificata, capace di evolvere e sedimentare.

“Il corpo è casa, paesaggio, soglia. È lo spazio in cui abitiamo e che, al tempo stesso, ci attraversa: fragile e potente, quotidiano e misterioso. Questa seconda parte del Teatro dei Luoghi nasce dal desiderio di esplorare il corpo non solo come strumento espressivo, ma come luogo in sé, territorio di memorie, di conflitti, di desideri e di trasformazioni. Il corpo che si offre allo sguardo come geografia da percorrere, architettura da abitare, voce silenziosa, che narra ciò che non trova parole. Ogni gesto diventa un atto di presenza, ogni movimento un varco che spinge a riconsiderare il rapporto tra individuo e comunità, tra intimità e spazio condiviso. Un invito a guardare il corpo non solo come forma, ma come luogo vivo: una mappa di esperienze che si scrive e si riscrive ogni volta che entra in relazione con chi osserva”.

Si parte giovedì 16 ottobre ore 20.45 con BUTCHERS,  un’imperdibile ANTEPRIMA: la coreografa Gloria Dorliguzzo affonda le radici nelle arti marziali giapponesi e prende spunto dal termine greco antico hasapikos, letteralmente danza dei macellai, come punto di partenza di una ricerca che intreccia il gesto rituale al ritmo corporeo. In scena, un danzatore di Hasapikos e due veri macellai trasformano il loro gesto in danza astratta e silenziosa. Una lectio drammaturgica, che indaga il sacrificio e il rito del taglio nell’antichità. Concept, regia e cura dei movimenti Gloria Dorliguzzo; macellai Asella Gilmore e Marco Piccinno; maestro di Hasapikos Antonis Papazoglou; musica Manfredi Clemente; disegno luci Isabela Giuntini; drammaturgia Lucia Amara; maschere Plastikart

Si prosegue venerdì 17 ottobre ore 20.45 con Paola Bedoni / Compagnia XE il loro FIGURA FIGURA. Il segno grafico indaga e traccia figure alla disperata ricerca della verità. Come può l’atto pittorico trovare spazio nel corpo, nel gesto e nella presenza? Due corpi in scena raccontano lo sforzo e la ricerca dell’annerire, del tracciare, del cancellare. Disossano, rimpiccioliscono, fanno emergere e raggiungono il reale. Un tentativo di raggiungere e fissare sul corpo quello che sono, che siamo. Coreografia Paola Bedoni; interpretazione Paola Bedoni, Marcello Malchiodi; consulenza musicale Emanuele De Checchi; consulenza costumi Nunzia Lazzaro e Fabiola Soldano; musiche Olivier Messiaen, Alfred Schnittke, Maurice Ravel, Georges Aperghis; produzione Compagnia Xe

Sabato 18 ottobre ore 20.45 spazio al territorio con Annamaria De Filippi / Compagnia Elektra sul palcoscenico con TRANS, un caleidoscopio irriverente che narra di chi rifiuta l’ordinarietà dei costumi e di chi, andando oltre, cerca di scoprirsi diverso o, forse, semplicemente di conoscersi. Questo attraversamento non investe solo chi percorre un viaggio di trasmutazione interiore, ma tutta quell’umanità disorientata e angosciata che si snatura passivamente sotto le deformità della tecnica e del progresso, che si crede ancora libera e risulta, invece, solo misera e consumata. Musiche originali e suono Emanuele Perrone, Gabriele Spina

Il Festival si conclude domenica 19 ottobre alle ore 20.45 con BAMBU 2025, serata di danza e teatro contemporanei dal continente africano, il progetto ideato da Roberto Castello e ispirato al pensiero di Ngugi Wa Thiong’o, che propone tre assoli di danza contemporanea firmati da artisti africani. Un ponte che promuove lo sviluppo delle relazioni culturali con l’Africa su basi di vero e concreto reciproco rispetto, offrendo al pubblico l’occasione di incontrare anche il pensiero di artisti che creano le loro opere in contesti culturali e sociali profondamente diversi da quelli europei.

Si parte con Julie Larisoa (Madagascar) e il suo UN VOYAGE AUT OUR DE MON NOMBRIL. L’assolo esplora il tema della solitudine e dell’isolamento, usando l’isola come metafora della condizione umana. Su un palco segnato da barchette di carta, simbolo delle migrazioni, un corpo immobile si anima progressivamente fino a esplodere in movimenti intensi. Tra danza e musica, si alternano frenesia e sospensione, in un dialogo costante tra speranza e disillusione.

A seguire Aziz Zoundi (Burkina Faso) in scena con CHUTE PERPETUELLE. In Burkina Faso, intraprendere la strada dell’arte è complesso, ancor più quando la famiglia si oppone. La performance mette in scena la fragilità delle scelte di vita e il peso delle loro conseguenze: il lavoro diventa gesto di memoria e cura, testimonianza viva di una ferita che si fa linguaggio espressivo.

Conclusione di serata per Humphrey Maleka (Sud africa) e NAKA TŠA GO RWEŠWA, un assolo che parte dalla parola scoperta: le scoperte fatte dagli stranieri in Africa e dalla violenza simbolica e concreta con cui, dopo tali scoperte, venivano imposti nuovi nomi a persone, luoghi e oggetti. Nomi che intendevano cancellare storie, significati, identità. Idea Roberto Castello; produzione esecutiva ALDES; coordinamento organizzativo Kyra Castello; distribuzione Beatrice Tani; comunicazione Alessandra Moretti

Ma il pomeriggio domenicale di Koreja si inaugura alle ore 18.30 con la presentazione di BRUTTEZZA il libro di Moshtari Hilal, a cura di Margherita Macrì, editor e insegnante, un appuntamento realizzato nell’ambito del FestivalConversazioni sul futuro, Associazione Diffondiamo idee di valore.

In questo saggio dirompente e suggestivo, l’artista tedesca di origine afghana Moshtari Hilal prosegue in forma scritta – ma anche attraverso disegni, fotografie e stranianti autoritratti – la sua indagine sugli aspetti sociali e politici delle categorie estetiche. Secondo Hilal, infatti, la “bruttezza” è un fatto sociale, politico, persino economico, indissolubilmente legato alla “razzializzazione” degli individui.

Teatro Koreja
Via Guido Dorso, n°48/50  – Lecce
Tel / Info 0832 242000
www.teatrokoreja.it 

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